L’Ossigenoterapia Iperbarica (OTI) è un trattamento medico collaudato che utilizza ossigeno ad alta pressione per accelerare la guarigione, combattere le infezioni e supportare il recupero in condizioni come ferite croniche, lesioni da radiazioni e malattia da decompressione. Come qualsiasi procedura medica, comporta potenziali rischi che devono essere compresi e gestiti con attenzione.
Quando il trattamento viene eseguito sotto stretta supervisione medica – con un’adeguata selezione dei pazienti, una pressurizzazione graduale e apparecchiature certificate – l’OTI vanta un eccellente record di sicurezza. La ricerca indica che le complicazioni gravi come convulsioni o barotrauma significativo si verificano in circa 1–2 casi ogni 10.000 sessioni (StatPearls, 2023). Gli eventi fatali sono straordinariamente rari e tipicamente coinvolgono condizioni preesistenti o errori tecnici, non la terapia stessa.
Vale la pena notare che l’OTI è anche la risposta medica standard per la malattia da decompressione nei subacquei. Sebbene entrambi comportino l’esposizione a cambiamenti di pressione, l’OTI viene somministrata in un ambiente controllato con precisione da clinici addestrati, l’opposto delle condizioni variabili affrontate durante l’immersione. Questo approccio controllato è ciò che rende l’OTI così sicura, anche quando si trattano lesioni correlate alla pressione.
Rispetto a molte altre procedure mediche, l’OTI comporta un tasso complessivo di complicazioni inferiore. Per contestualizzare, le comuni procedure diagnostiche o chirurgiche come la colonscopia mostrano tassi di complicazioni gravi dello 0,1–0,3 % (NIH, 2022), mentre l’appendicectomia ha riportato tassi di complicazioni tra il 4–27 % e un tasso di mortalità dello 0,09–0,24 % (JAMA Surgery, 2018). Al contrario, gli eventi avversi gravi dell’OTI sono inferiori allo 0,02 %, evidenziando il suo forte margine di sicurezza se eseguita correttamente.
Di seguito sono riportati i principali rischi della camera iperbarica e i modi più efficaci per ridurli al minimo per una sicurezza ottimale dell’OTI.
Barotrauma
Il barotrauma deriva dai cambiamenti di pressione che interessano gli spazi pieni d’aria come orecchie, seni paranasali, polmoni o denti. Può causare dolore all’orecchio, rottura del timpano o, raramente, collasso polmonare (pneumotorace). I fattori di rischio includono una rapida pressurizzazione o problemi preesistenti all’orecchio o ai seni paranasali. Le misure preventive includono la compressione graduale, le tecniche di compensazione (deglutizione o sbadigli) e lo screening medico. Il barotrauma è l’effetto collaterale più comune dell’ossigenoterapia, che colpisce fino al 20% dei pazienti, ma è di solito lieve e temporaneo (Mayo Clinic).
Tossicità dell’ossigeno
L’esposizione prolungata a ossigeno puro a pressioni elevate può causare tossicità dell’ossigeno a livello del sistema nervoso centrale (SNC) o polmonare. I sintomi includono convulsioni, tosse o senso di oppressione al petto. Per minimizzare questo rischio, i trattamenti sono mantenuti entro 2-3 atmosfere assolute (ATA) e includono pause d’aria. Le convulsioni si verificano in circa 1–2 ogni 10.000 sessioni (Undersea Hyperbaric Med, 2019).
Questi episodi sono reversibili e prevenibili quando i protocolli vengono rispettati, rafforzando il solido record di sicurezza dell’OTI.
Rischio di incendio
Gli ambienti arricchiti di ossigeno aumentano significativamente il rischio di combustione. Anche una minuscola scintilla dovuta a elettricità statica, accendini o batterie può innescare un incendio. I centri certificati seguono rigorosi standard di sicurezza antincendio, tra cui attrezzature pulite per l’ossigeno, messa a terra, materiali ignifughi e sistemi di soppressione. I pazienti devono evitare oggetti proibiti come prodotti a base di petrolio, accendini o dispositivi elettronici. Grazie a standard rigorosi, gli incendi nelle camere OTI sono estremamente rari (CDC NIOSH).
Claustrofobia e disagio psicologico
Le camere iperbariche monoposto possono indurre ansia o claustrofobia, specialmente negli individui sensibili. I sintomi possono includere irrequietezza, panico o mancanza di respiro. La preparazione psicologica, le tecniche di rilassamento, una sedazione lieve o l’opzione di camere multiposto più grandi possono aiutare. La presenza di personale di supporto è essenziale per il comfort e la rassicurazione.
Cambiamenti della vista
Possono verificarsi cambiamenti temporanei della vista, di solito miopia, con un’esposizione prolungata ad alti livelli di ossigeno. Ciò deriva da sottili alterazioni del cristallino e di solito si risolve entro poche settimane dalla fine della terapia. Il monitoraggio da parte del personale medico e la limitazione del numero totale di sessioni OTI riducono questo rischio (StatPearls).
Malattia da decompressione
Sebbene l’OTI tratti la malattia da decompressione, una rapida depressurizzazione può paradossalmente causarla se le procedure vengono gestite in modo errato. Le bolle di azoto possono formarsi nei tessuti, portando a dolori articolari, vertigini o sintomi neurologici. Questo è estremamente raro e facilmente prevenuto con una decompressione lenta e operatori addestrati.
Controindicazioni e complicazioni mediche
Alcune condizioni mediche rendono l’OTI pericolosa o richiedono precauzioni speciali. Controindicazione assoluta: pneumotorace non trattato (polmone collassato). Controindicazioni relative: grave insufficienza cardiaca, febbre alta o chemioterapia concomitante (ad esempio, cisplatino). Una valutazione medica completa dovrebbe sempre precedere la terapia per garantire la sicurezza individuale dell’OTI.
Malfunzionamento dell’attrezzatura o errore dell’operatore
I guasti alle apparecchiature o il personale non addestrato aumentano i rischi. I potenziali problemi includono perdite dalla camera, squilibrio di pressione o guasti meccanici. I dispositivi iperbarici per uso domestico non regolamentati sono particolarmente pericolosi e mancano di certificazioni di sicurezza critiche. Scegliere sempre una struttura medica autorizzata con apparecchiature approvate dalla FDA o certificate CE e tecnici iperbarici addestrati.

Come minimizzare i rischi nell’ossigenoterapia iperbarica
L’Ossigenoterapia Iperbarica (OTI) è un potente trattamento medico con rischi ben definiti, principalmente legati ai cambiamenti di pressione, all’elevata concentrazione di ossigeno e ai rischi di incendio. La sicurezza dipende dalla rigorosa aderenza ai protocolli riconosciuti a livello internazionale. Che tu sia un paziente o un professionista, comprendere queste misure di sicurezza fondamentali è essenziale per garantire che ogni sessione di OTI sia efficace e priva di rischi.
Scegliere strutture accreditate con personale esperto
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Cercare un trattamento presso una struttura accreditata da un organismo nazionale o internazionale riconosciuto di medicina iperbarica (ad esempio, la Undersea and Hyperbaric Medical Society – UHMS, o in Europa, l’European Committee for Hyperbaric Medicine – ECHM). L’accreditamento garantisce la conformità ai più elevati standard di assistenza al paziente, manutenzione delle attrezzature e procedure di sicurezza.
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Assicurarsi che il team clinico (medici iperbarici, tecnici e infermieri) abbia una formazione specializzata e una certificazione in medicina iperbarica. La formazione professionale continua è un forte indicatore di una struttura di qualità.
Screening completo del paziente e valutazione medica
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Una valutazione medica approfondita è obbligatoria per identificare le controindicazioni assolute, come un pneumotorace non trattato (polmone collassato).
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Il medico dovrebbe esaminare l’anamnesi completa, comprese eventuali malattie polmonari, problemi all’orecchio o ai seni paranasali, interventi chirurgici recenti o dispositivi medici impiantati.
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Una valutazione delle controindicazioni relative e delle potenziali interazioni farmacologiche è fondamentale, poiché alcuni farmaci (ad esempio, alcuni agenti chemioterapici) possono aumentare la sensibilità all’ossigeno e aumentare il rischio.
Protocolli rigorosi per il trattamento e le attrezzature
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Le strutture devono seguire le istruzioni operative del produttore della camera e mantenere tutte le attrezzature secondo un rigoroso programma di manutenzione, in linea con standard come ISO 13485 o EN 14931 per i sistemi di pressione medicale.
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La pressione e la durata del trattamento devono essere adattate all’indicazione medica specifica, seguendo le linee guida cliniche basate sull’evidenza.
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Le “pause d’aria” – brevi intervalli di respirazione di aria ambiente – sono regolarmente incluse per minimizzare il rischio di tossicità dell’ossigeno e consentire al corpo di gestire in sicurezza l’aumentato carico di ossigeno.
Un approccio a tolleranza zero per la sicurezza antincendio
La prevenzione degli incendi è l’aspetto più critico della sicurezza OTI a causa dell’ambiente arricchito di ossigeno, dove anche piccole scintille possono accendere materiali infiammabili.
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Controllo statico: Le cinghie di messa a terra o i braccialetti antistatici sono regolarmente utilizzati per prevenire la scarica di elettricità statica, in particolare nelle camere monoposto che operano con ossigeno al 100%.
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Materiali infiammabili: Ai pazienti vengono forniti indumenti e biancheria da letto in cotone al 100%. I tessuti sintetici, la lana e i materiali che possono generare elettricità statica sono rigorosamente proibiti.
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Articoli proibiti: Non sono ammessi dispositivi elettronici personali, batterie, accendini, oggetti metallici o sostanze infiammabili (inclusi profumi, lozioni o lacche per capelli) all’interno dell’area della camera.
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Ventilazione e gestione dell’ossigeno: Le strutture devono disporre di sistemi di ventilazione che impediscano l’accumulo di ossigeno intorno alle apparecchiature esterne e garantiscano un ambiente circostante sicuro.
Monitoraggio continuo e preparazione alle emergenze
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I pazienti vengono monitorati continuamente visivamente e acusticamente durante tutto il trattamento per qualsiasi segno di disagio, difficoltà di compensazione o problemi respiratori.
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Il personale deve essere addestrato alla risposta alle emergenze iperbariche e condurre esercitazioni regolari per scenari come incendi, malattie improvvise o complicazioni legate alla pressione.
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Le attrezzature di emergenza, compresi i sistemi di intercettazione dell’ossigeno e i kit di rianimazione medica, devono essere prontamente disponibili e controllate regolarmente.
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Una forte cultura della sicurezza include la segnalazione, la revisione e l’apprendimento da qualsiasi evento avverso per migliorare la pratica e i risultati nell’intera comunità iperbarica.
La conclusione è che la sicurezza dell’OTI dipende dagli standard. Sebbene i potenziali pericoli delle camere iperbariche siano reali, le complicazioni gravi sono eccezionalmente rare in contesti medici professionali. Rispetto ad altre procedure comuni, le complicazioni dell’OTI sono minime se guidate da professionisti addestrati e protocolli di sicurezza stabiliti.
Presso O2-O3, diamo la priorità all’educazione, alla valutazione del paziente e agli standard basati sull’evidenza per garantire che le procedure di Ossigenoterapia vengano eseguite in modo sia efficace che sicuro.
Se stai prendendo in considerazione l’OTI, consulta un professionista sanitario qualificato, discuti la tua storia medica e conferma che il tuo trattamento segua i protocolli approvati. I pazienti informati sono pazienti sicuri: promuoviamo le terapie con ossigeno in modo responsabile e trasparente.
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Fonti:
- Mayo Clinic – Panoramica sull’ossigenoterapia iperbarica: https://www.mayoclinic.org/tests-procedures/hyperbaric-oxygen-therapy/about/pac-20394380
- StatPearls – Ossigenoterapia Iperbarica (2023): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK482270/
- CDC NIOSH – Rischio di incendio nelle camere iperbariche: https://www.cdc.gov/niosh/hbot/firehazard.html
- Undersea and Hyperbaric Medicine Journal – Incidenza di crisi convulsive nell’OTI (2019): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31348964/
- Divers Alert Network – Rapporto annuale sulle immersioni (2021): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9121744/

